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Blog - Le Chiavi d'Oro Campania -

Quando l’Empatia conta più del servizio.

Concierge Desk Posted on 20 Gen, 2019 17:03:47

Ogni tanto, quando il tempo me lo concede, sono solito leggere gli articoli pubblicati sul portale jobintourism.it che, come noto ai più del settore, si occupa principalmente di raccogliere le offerte di lavoro delle strutture più rinomate dislocate su tutto il territorio nazionale.

Tra i tanti articoli e notizie mi capita di leggere un’esperienza scritta dal Signor Antonio Caneva, dello staff editoriale del sito, che ho conosciuto seppur “telematicamente” durante una campagna di recruiting per l’Hotel in cui lavoro.
Buona lettura!


Riflessioni minime su un soggiorno a Napoli

Napoli, un albergo 4 stelle vicino alla stazione. Sono in viaggio di lavoro assieme a un collega. Arriviamo nel pomeriggio, faccio una bella doccia e poi scendo nella hall e, prima di uscire a cena, ci incontriamo al bar dell’albergo per un aperitivo.

Ordiniamo due Americano. La barlady, cortese, con perizia prepara i drink e ce li serve, assieme a piccoli finger food. Rilassato, allungo la mano per prendere un cucchiaino con un invitante boccone e, nel muovermi, maldestramente, disastro… Rovescio il bicchiere con il suo liquido rossastro sul banco. Parte di questo finisce nel piano sottostante imbrattando tutto: dalle tovagliette ai menu cartacei. Mortificato, mi scuso, ma la barlady con un sorriso mi dice assolutamente di non preoccuparmi e, attenta, provvede a prepararmi un nuovo drink e a rimettere ordine. Apprezzabile la modalità con cui si è svolto il tutto e la spontaneità nel rendere leggero l’incidente.

Finito il drink bisogna decidere dove andare a cena. Alla reception l’impiegato, con un sorriso (dopo aver suggerito il ristorante dell’albergo) ci consiglia un locale nella vicina piazza della stazione. Sicuramente ho avuto migliori consigli e, al ritorno in albergo, alla stessa persona, che ci aveva poi prenotato il ristorante, facciamo presente il nostro rincrescimento. A questo punto ci aspettavamo un «mi dispiace» di maniera e invece, assieme alle scuse, abbiamo visto dipingersi in viso un vero dispiacere per non aver saputo rispondere alle aspettative degli ospiti. A questo punto anche la cattiva cena è passata in secondo piano e abbiamo dovuto noi consolare il nostro interlocutore.

Al mattino, velocemente il breakfast prima di correre in stazione. Bisogna dire che questa colazione, per me che apprezzo il pasto del mattino, non lascerà tracce nella memoria. Prima di alzarci dal tavolo si è però avvicinata la cameriera (gentilissima) che ci ha chiesto se volevamo un espresso. Abbiamo rifiutato perché in ritardo ma lei ha insistito: «In un attimo lo porto». E così è stato, abbiamo bevuto un buon caffè e dimenticato il resto.

Ecco, se le persone fanno bene il proprio lavoro e oltre alle competenze tecniche mettono anche un po’ di umanità, le esperienze per il viaggiatore, a prescindere da tutto, si rivelano sempre positive.

Siamo usciti velocemente per la stazione e, fuori, il sole si era già alzato.

Mi farebbe piacere leggere i vostri commenti circa l’argomento e se secondo voi l’empatia ed il rapporto con l’ospite può davvero fare la differenza facendo dimenticare un pessimo servizio.

Vive Les Clefs d’Or.

Max Moscatiello
Hotel Villa Franca – Positano



Fare Eccellenza nell’ospitalità.

Concierge Desk Posted on 16 Feb, 2018 18:46:24

La mission UIPA ribadita in occasione del congresso di Milano. Durante l’evento si è celebrata anche la prima edizione del premio Giuseppe Franzetti dedicato agli under 35.

È grazie all’Associazione Lombarda che «le Chiavi d’Oro italiane» si sono costituite, sono cresciute e hanno contribuito alla creazione del più grande e importante sodalizio internazionale dell’ospitalità: l’Union International des Concierges d’Hotel (UICH). E gran parte del merito va all’impegno, alla dedizione e al coraggio di Giuseppe Franzetti: dopo alcuni incontri a Parigi con il presidente della sezione francese, Ferdinand Gillet, è stato infatti lo chef concierge del Palace Hotel di Milano a dare vita, proprio nel capoluogo lombardo, alla prima associazione italiana di professionisti dell’ospitalità. Era il 1949. Solo tre anni più tardi, lo stesso Gillet costituiva a Cannes l’Unione europea concierge di grand hotel, che diventerà successivamente Unione internazionale Les Clefs d’Or. L’Italia aderì alla nuova associazione transfrontaliera come membro fondatore e Franzetti venne nominato primo vicepresidente internazionale. In seguito, Spartaco Giarola ha ricoperto la carica di presidente dell’allora Uipgh per due mandati: dal 1978 al 1982.

Oggi, a distanza di tanti anni, Milano è stata quindi chiamata a ricordare quei giorni, ospitando il trentanovesimo congresso nazionale dell’Unione italiana dei portieri d’albergo – les Clefs d’Or (UIPA). Un appuntamento importantissimo per la vita associativa che, come ogni anno, offre agli iscritti la possibilità di incontrarsi e di lavorare insieme per tre giorni. Patrocinata dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, ospitata al Grand Visconti Palace, la manifestazione meneghina ha però rappresentato anche un palcoscenico internazionale per le Chiavi d’Oro italiane. Per l’occasione si è infatti tenuto il Med zone meeting: l’incontro tra i sei presidenti di Italia, Grecia, Turchia, Israele, Spagna e Portogallo, con la partecipazione del secondo vicepresidente internazionale, Anders Ruggiero, e del membro del comitato dei saggi Uich, Aldo Giacomello.

In una frenetica tre giorni, i rappresentanti di ciascuna associazione regionale e il direttivo nazionale hanno quindi esaminato un anno di lavoro e ultimato la programmazione del prossimo. Tutto come si confà a un sodalizio moderno, figlio dei giorni nostri e consapevole che, per poter crescere, deve necessariamente stare al passo coi tempi e con le continue evoluzioni del mercato del turismo. Un comparto che, come tutti sappiamo, si è ritagliato una fetta importantissima del prodotto interno lordo nazionale e che, sebbene tra mille difficoltà, continua a dettare il passo della crescita economica del nostro paese.

Proprio grazie a questa consapevolezza, e alla continua ricerca della qualità, ogni membro delle Clefs d’Or Italiane ha fatto perciò propria la mission del «fare eccellenza nell’ospitalità». Perché solo così ci si potrà garantire un trend turistico di altissimo livello, consono alla nostra bella Italia e in grado di incontrare le innumerevoli e più variegate domande del mercato.

Bellezza, storia, cultura, saper fare, saper creare, buona cucina sono tutte eccellenze che da sempre ci hanno contraddistinto in ogni angolo del pianeta. Mantenere questa condizione non è però semplice. Soprattutto se a venir meno sono la cultura dell’accoglienza e il nostro innato senso dell’ospitalità. Sono state queste, in sintesi, le parole dei diversi rappresentanti politici lombardi e del mondo del turismo internazionale, che si sono susseguiti al microfono durante la giornata del workshop dedicato alla formazione, dal titolo «Formare, crescere, eccellere»: elementi che ognuno di noi porta con sé in maniera naturale e che è chiamato a manifestare in ogni momento del saper accogliere.

Ecco perché alla Uipa siamo convinti che la formazione sia una parte fondamentale della crescita professionale di ogni professionista del settore. E proprio noi, come concierge d’hotel, siamo chiamati a recitare una parte davvero significativa: i veri ambasciatori della città, dei luoghi che la circondano e di tutte le attività che ne fanno parte. Crescere ed eccellere fanno quindi parte di un unico obiettivo, per il quale è necessario applicarsi, andare nelle scuole alberghiere, diffondere la cultura dell’accoglienza e lavorare insieme ai nostri collaboratori, al fine di preservare conoscenze e saperi del portiere d’albergo, per le generazioni di concierge presenti e future.

Ed è appunto in virtù di questo concetto che, durante il congresso milanese, si è tenuta la prima selezione del premio nazionale Giuseppe Franzetti, dedicato al miglior giovane concierge italiano under 35. Sarà quindi Teodora Moncea, della sezione romana, a rappresentare l’Italia al concorso internazionale Marjorie Silverman award, che si terrà a Seul nell’aprile del 2018, per dare il giusto riconoscimento a quei giovani portieri d’albergo che hanno deciso di percorrere il fantastico cammino della conciergerie.

Articolo di: Federico Barbarossa
Fonte: jobintourism.it



Tenetevi “buono” il Concierge…

Concierge Desk Posted on 10 Lug, 2017 12:37:12

Per la sua rubrica di spigolature «Bollicine», Claudio Nobbio torna a occuparsi dei concierge. Lo fa questa volta con un ricordo personale, dedicato al fiuto di un direttore che recluta una giovane addetta alla portineria, di lì a qualche tempo capace di diventare una delle più rispettate Chiavi d’Oro d’Italia: «Se vi serve un elicottero per andare a Sanremo, Caterina ve lo trova in un quarto d’ora; o se volete sapere se la signora Von Stepski viaggia sul volo 302 di Lufthansa in arrivo da Monaco alle 12.30, ve lo dice in pochi minuti».

È la concierge donna, una delle poche se non l’unica. Mi si era liberato un posto in portineria. Tra le richieste di impiego che regolarmente tutti gli alberghi ricevono, c’era anche il suo cv: «Lavoro attualmente in un buon albergo a gestione familiare, ma mi piacerebbe entrare a far parte di qualche catena».

La chiamai al suo cellulare. «Buongiorno», rispose.

«Buongiorno, nel nostro albergo di catena si è liberato un posto, potrebbe interessarle?». «Sicuramente, conosco il vostro albergo e ci verrei volentieri».

«Può venire tra mezz’ora?».

«Veramente…».

«Non importa, passo al prossimo candidato.

«Aspetti, vengo».

Dopo 35 minuti arrivò. «Bello qui», disse.

«Può venire da domani».

«A portare le referenze, per un vero colloquio?».

«No, può venire a lavorare, magari meglio da lunedì alle 9».

«Assunta?».

«Assunta, alle condizioni del contratto di lavoro della compagnia».

Dopo anni di colloqui di lavoro e di incontri con persone altre, impari a fidarti del tuo intuito e non ti servono certificati di lavoro spesso ingannevoli scritti da qualcuno che vuole liberarsi di un dipendente.

È passato un po’ di tempo. Oggi si fregia delle Chiavi d’oro: una delle poche donne concierge in alberghi di prestigio, in un ruolo che è sempre stato appannaggio degli uomini. Ma se vi serve un elicottero per andare a Sanremo, ve lo trova in un quarto d’ora; o se volete sapere se la signora Von Stepski viaggia sul volo 302 di Lufthansa in arrivo da Monaco alle 12.30, ve lo dice in pochi minuti.

I clienti la conoscono per nome ed è un riferimento per chi vuole la chiave della città. Il ruolo del concierge, che lei interpreta in maniera adeguata, le si addice. Le ha insegnato l’arte Stefano, storico concierge, che era capo portiere attualmente à la retraite.

In città potete andare a suo nome da Ivo, dove George Clooney ha dato l’addio al celibato, o al Colombo, dove Domenico Stanziani potrà grattare il tartufo portato a Venezia da Vanni, o al mitico Do Forni, da Irina al Vecio Fritolin per uno scartosso di pesce e in quanti altri… E sarete sempre bene accolti. Oppure al museo e avrete l’ingresso preferenziale.

Essere parte di una città? Tenetevi buono il portiere.

Ci fu un tempo che si tentò di togliere il ruolo e di trasformarli in receptionist con doppia funzione, ma poi si capì che le Chiavi d’oro sono necessarie perché il cliente diventi cittadino onorario.

Nel mio albergo ideale, quando un cliente arriva, oltre alla chiave della camera, gli si dà la chiave della città: un libretto con facilitazioni, mappa chiara anche se ormai tutti hanno il TomTom per orientarsi tra le calli, diritti e doveri…



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